Paradontologia

MALATTIA PARODONTALE

paradontologia

La malattia parodontale è una patologia ad eziologia prevalentemente batterica riferita alla gengiva aderente ed alle strutture di sostegno del dente caratterizzata da una reazione infiammatoria della gengiva.

Quando la placca si diffonde nel solco sottogengivale, l'organismo umano risponde all'infiammazione batterica con tutte le sue reazioni immunologiche, scatenando nei tessuti gengivali molti meccanismi di difesa accompagnati dai caratteristici sintomi infiammatori. La gengiva si presenta: gonfia, arrossata, calda, dolente, con disturbi funzionali.

L'aumento iperplastico della gengiva crea una "pseudotasca" o una tasca limitata alla gengiva. La "tasca gengivale" raggiunge una profondità da 2 a 3 mm. In essa si estende la placca subgengivale fino al pavimento della tasca.

Si potrebbe supporre che da una gengivite si sviluppa regolarmente una parodontite. Questa sovrapposizione delle due malattie non è inevitabile. Anche in caso di cattiva igiene orale, se c'è una buona resistenza, la gengivite batterica può perdurare per mesi ed anni senza che si verifichino formazione di tasche e distruzione ossea. In molti casi tuttavia si hanno distruzioni irreversibili del parodonto. Spesso in un primo tempo la distruzione si limita a singole superfici dentali o gruppi dentali

Il passaggio dalla gengivite reversibile alla parodontite irreversibile è correlato al distacco di fibre collagene nel tessuto connettivo subsulculare, come pure alla distruzione dell'osso alveolare.

 

Nel 1989 l' American Academy of Periodontology classificò le parodontiti in:

parodontiti ad insorgenza precoce: sono caratterizzate da predisposizione familiare e comprendono :
parodontite prepuberale localizzata e generalizzata: interessa la dentatura decidua;
parodontite giovanile: localizzata e generalizzata, coinvolge la dentatura permanente;
parodontite a progressione rapida: comprare tra i 25 e i 35 anni di età;
parodontite cronica dell'adulto: compare dopo i 35 anni di età;
parodontite aggravata da patologie sistemiche:
diabete mellito di tipo 1 e 2;
malattia di Addison;
leucemie e neutropenie;
AIDS;
Sindrome di Down;
parodontite ulcero necrotica: compare in corso di HIV;
parodontite refrattaria: non risponde ad alcun trattamento terapeutico.

Bambini e Pedodonzia

COME TENER CURA DEI BAMBINI DALLA NASCITA ALL'ADOLESCENZA

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La pulizia della bocca del neonato, può essere effettuata passando una piccola garza bagnata sulle gengive.

Con i primi dentini si può cominciare uno spazzolamento delicato con appositi spazzolini morbidi e senza dentifricio; cominciare facendo giocare il bimbo con lo spazzolino senza mai obbligarlo all'uso.

All'inizio, sarà breve e poco efficace, vi imiterà mentre voi pulite i denti, lasciatelo fare , abbiate pazienza il gioco diventerà una buona abitudine ,soprattutto se fatto assieme ai genitori.

Intorno ai tre anni, il bambino impara a sputare, si può cominciare a fargli usare un apposito dentifricio, evitare le bevande troppo dolci: succhi di frutta , latte col miele possono causare la così detta carie da biberon ; far lavare sempre i denti dopo ogni pasto o bevanda dolce.

L'uso del ciuccio è sconsigliato, ma dopo i due anni assolutamente da evitare.

A sei anni, quando cominciano a spuntare i primi molari permanenenti

possono essere praticate le SIGILLATURE DEI SOLCHI, APPLICAZIONE DI GEL FLUORATI, diretti , per ionoforesi, col laser.(vedi tecnica PROFILASSI).

Le visite dall'odontoiatra dovranno essere effettuate ogni tre quattro mesi ed andranno mantenuti in salute anche i denti da latte importantissimi per una corretta eruzione dei permanenti.

Intorno ai 12 anni, ma a volte anche 16, si completa l'eruzione dei denti permanenti ad esclusione dei denti del giudizio; da questo momento, le visite potranno essere effettuate ogni sei mesi e verranno effettuate indagini radiologiche (bite-wings)periodiche a discrezione dell'odontoiatra.

IN QUALI CASI BISOGNA PORTARE IL BAMBINO DALL'ORTODONTISTA ?

bimbi dentista

Si cerca di dare delle linee guida per i pazienti e per i colleghi Pediatri che sono in prima linea nell'osservazione di queste problematiche dei piccoli pazienti e sono sicuramente i primi spesso ad intercettare le problematiche ortodontiche.

Consigliamo di effettuarla dai 3 ai 6 anni, quando tutti i denti da latte sono ancora presenti in bocca. Questo con lo scopo di "intercettare" eventuali disarmonie dentali e/o scheletriche che, se non corrette in fase di crescita, difficilmente possono essere risolte più tardi. Una visita in età precoce diventa inoltre importante per verificare lo stato di salute dentale e le corrette procedure di igiene orale.

Come per tutta la medicina preventiva anche in ortodonzia è più importante prevenire piuttosto che curare.

Terapia precoce o intercettiva significa prevenire l'instaurarsi di molte malocclusioni. Per fare ciò bisogna conoscere in, modo approfondito la causa delle disarmonie cranio-facciali, delle malocclusioni dentali e delle disfunzioni muscolari, e quindi riuscire ad eliminarle. E' dunque importante visitare il bambino precocemente per verificare se esiste una buona armonia tra le componenti anatomiche e dentali che costituiscono l'architettura cranio- facciale; se ciò non fosse bisogna intervenire tempestivamente per stabilire un giusto equilibrio e raggiungere un'occlusione corretta.

Talvolta la terapia ortodontica precoce riesce a migliorare ma non a risolvere la situazione; sarà necessario quindi prevedere e programmare una terapia più tardiva, e più complessa, che porti ad una correzione definitiva in dentatura permanente (dopo i 12 anni). In certi casi potrà rendersi necessaria l'estrazione di alcuni elementi dentali. I tempi, la sede ed il loro numero dipendono dalla valutazione dello specialista che si prefigge di migliorare l'estetica e la buona funzione della masticazione.

La necessità di intervento varia a seconda dell'età del bambino e del suo sviluppo. La dentatura è in continua evoluzione e per questo motivo la valutazione ortodontica deve essere ripetuta ad intervalli periodici.

In presenza di queste situazioni è consigliabile portare il bambino ad un controllo ortodontico:

precoce o tardiva perdita dei denti;
difficoltà nel masticare o nel chiudere la bocca;
problemi respiratori;
succhiamento del dito o altre abitudini orali viziate;
affollamento dentale (denti malposizionati);
mascellari che deviano nella chiusura;
difficoltà nel parlare;
denti sporgenti;
trauma masticatorio delle guance o del palato;
disarmonia facciale;
serramento o digrignamento dentale;
rumori nell'articolazione della mandibola.

 

Volendo schematizzare secondo un criterio cronologico in base all'età del bambino, si possono distinguere 3 periodi :

dalla nascita ai 3 anni (periodo neonatale)
dai 3 anni ai 6 anni (periodo della prima infanzia)
dai 6 anni in poi (periodo della fanciullezza).

 

Dalla nascita ai 3 anni La prevenzione è indiretta e si avvale dell'aiuto dei genitori, che vanno motivati ed educati a tutte le problematiche connesse alla sfera orale. È preferibile l'allattamento materno a quello artificiale per l'azione favorevole svolta dalla muscolatura durante la suzione sullo sviluppo delle ossa del viso. Opportuni consigli e prescrizioni sul tipo di alimentazione verranno dati dai pediatri: in particolare qualità e quantità degli alimenti, delle vitamine e dei sali minerali. Le bevande zuccherate sono molto dannose. Fin dalla nascita si può iniziare la somministrazione di fluoro in quanto migliora i processi di mineralizzazione dei tessuti dentali (smalto) rendendoli più resistenti alla carie. Dopo lo svezzamento, durante l'eruzione dei denti decidui, è bene passare ad un'alimentazione solida che contribuisca con la saliva all'autodetersione dei denti e faciliti un armonico sviluppo delle arcate.

E' opportuno sottoporre il bambino in tenera età a visite specialistiche per abituarlo all'ambiente odontoiatrico ed istruire i genitori all'uso corretto dello spazzolino. Una non adeguata igiene orale può favorire la formazione di carie,che non solo possono provocare dolore e disagi alla masticazione, ma anche causare spostamenti dentali con perdita di spazio e quindi malocclusioni.

Non devono essere usate tettarelle o succhietti dolcificati. L'uso di questi non dovrebbe prolungarsi oltre il secondo anno di vita; se ciò dovesse accadere, è necessario sostituire i succhiotti a forma di ciliegia, con quelli fisiologici a goccia o anatomici che si adattano meglio alla forma del palato.

Dai 3 anni ai 6 anni. In questo periodo devono iniziare le visite periodiche semestrali, durante le quali bisogna prestare massima attenzione alla dentatura decidua ed allo sviluppo dei mascellari, soprattutto per intercettare e intervenire su alcuni fattori eziologici (succhiamento del pollice o succhietto , respirazione orale e deglutizione atipica). Queste alterazioni funzionali cambiano l'equilibrio neuro muscolare ; il danno che possono provocare dipende da intensità, direzione e durata. Esse sono responsabili dell'insorgere della malocclusione o dell'aggravamento della stessa, mentre la loro eliminazione precoce può ripristinare le normali condizioni occlusali.Il succhiamento del dito fino ai 4 anni può essere ammissibile , ma dopo tale età deve essere eliminato. La deglutizione avviene normalmente con le arcate dentarie in occlusione , labbra a contatto, muscolatura periorale a riposo e lingua che prende contatto con la volta del palato. Nel neonato, la mancanza dei denti viene compensata dalla lingua che si interpone tra le gengive edentule. Con il completamento della prima dentizione, questo tipo di deglutizione, chiamata infantile, si modifica. Spesso causa di una deglutizione anomala è l'allattamento artificiale, specialmente se il foro della tettarella è stato allargato ed il latte defluisce spontaneamente senza contrazione muscolare. Se l'interposizione linguale perdura è frequente il riscontro di morso aperto che, se trascurato, degenera in gravi situazioni estetiche ponendo complicati problemi terapeutici. La respirazione orale può essere dovuta ad una abitudine viziata o al fatto che le prime vie aeree superiori sono ostruite. L'aria respirata attraverso la bocca non viene riscaldata e depurata con conseguente ipertrofia delle tonsille ed adenoidi. A livello nasale il mancato svuotamento del secreto mucoso con conseguente stasi e congestione favorisce la formazione di riniti ipertrofiche, sinusiti ed otiti.

Il respiratore orale per la forzata posizione bassa della lingua va incontro ad un restringimento del palato. La costante posizione a bocca semiaperta consente la protrusione degli incisivi superiori.

Dopo i 6 anni in poiIl bambino presenta una dentizione mista che si protrarrà fino al completamento della dentatura permanente (12-13 anni).

Devono continuare i controlli periodici annuali, sia per perseguire gli scopi del periodo precedente, sia per raggiungere nuovi obiettivi:

diagnosi precoce delle anomalie dei denti permanenti;
controllo dello spazio in arcata, tenendo presente che i denti decidui non solo assolvono la loro funzione masticatoria, ma fungono anche da "mantenitori di spazio" per la dentatura permanente.

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